Sapar contro Presa Diretta e la sua versione distorta dei dati relativi al gioco d'azzardo in Italia

ott 05

“Iacona consulti meglio le sue fonti, mancato un confronto con gli operatori dell’impresa gioco”

In riferimento alla puntata di presa Diretta dello scorso 30 settembre, Sapar ha diramato una nota, aggiungendo delle precisazioni, dalla società ritenute opportune, suggerendo al conduttore Riccardo Iacona informazioni più dettagliate sull'argomento gioco, sulle cifre, in una trasmissione in cui è mancato il confronto con le imprese di gestione del settore.

Dura, durissima nota di Sapar, l’Associazione Nazionale dei Gestori del Gioco di Stato, contro Presa Diretta, trasmissione televisiva di grande seguito in Italia ed in particolar modo contro Riccardo Iacona, il conduttore del programma, reo di aver divulgato notizie distorte e poco chiare sull'argomento gioco, messo alla berlina e consegnato all'opinione pubblica in un confronto a senso unico, in cui sono stati esclusi gli operatori del settore, gli stessi che, sottolinea Sapar, contribuiscono al gettito della economia italiana, aiutando ad incrementare, tramite i giochi di stato, le entrate fiscali e l’occupazione: “Siamo dunque alle solite, di fronte ad argomentazioni note agli addetti ai lavori e non solo, quando si vuole offrire un quadro esasperato della situazione, rinunciando ad un approccio più analitico su cifre e dati essenziali” – si legge.

È inequivocabile, quando si tocca il tasto della spesa complessiva nel comparto del gioco lecito, che la roboante cifra di 107 miliardi di euro possa suggestionare la platea (per fare chiarezza vi invitiamo a leggere i dati reali del 2018) e soprattutto di coloro che intendono introdurre una sorta di proibizionismo sull'intero comparto, alimentando la diffusione del gioco illegale nelle mani della criminalità organizzata. Molto più coerente sarebbe un altro dato, peraltro ben riportato nel rapporto annuale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, in riferimento al monte complessivo delle vincite, che per legge nel 2018 era pari al 70 per cento, successivamente ridotto al 68 per cento con le ultime manovre di bilancio dello scorso anno” – continua Sapar nella nota, prima di focalizzarsi sull'inascoltato appello di migliaia e migliaia di piccole e medie imprese di settore, ignorate dal precedente governo, percosse con una ulteriore pressione fiscale voluta dallo stesso Governo con l’aumento del PREU, la qual cosa ha inciso a vantaggio del gettito fiscale per l’Erario.

L’unico dato corretto, secondo Sapar, riportato in trasmissione, riguarda i 10 miliardi di euro che lo Stato annualmente incassa: una cifra, questa, che il sottosegretario Villarosa ha ammesso essere indispensabile: “Se così non fosse sarebbe necessaria una ulteriore manovra finanziaria da attuare introducendo un aumento della tassazione a carico dei cittadini. La percezione (volutamente) offerta nel corso della trasmissione in modo unilaterale e acritico appare ancora più evidente, quanto palesemente distorta, nel momento in cui si introduce il tema dell’evasione fiscale e alle infiltrazioni mafiose in un settore ripetutamente esposto a rigorosi controlli. Sarebbe stato più corretto precisare, per onestà intellettuale, che sull'argomento si sono espressi i tecnici del Mef tenendo separate le questioni afferenti al riciclaggio e alla possibile infiltrazione criminale nel circuito dei giochi pubblici (fenomeni tenuti sotto controllo dai soggetti istituzionalmente deputati) nel circuito permangono aree di evasione connesse all'esercizio illegale delle diverse attività di gioco. Il gioco che si realizza attraverso gli apparecchi con vincita in denaro contribuisce in modo consistente alle entrate erariali nel settore”.

Una più che esplicita ammissione del Ministero, il quale fa sapere attraverso l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che solo nel 2018 ha effettuato quasi 50mila controlli in prevalenza su apparecchi da intrattenimento e l’operato dei gestori, oltre a tenere costantemente sotto controllo l'intera filiera con l’obiettivo di proteggere i soggetti vulnerabili e contrastare la diffusione del gioco illegale.

Contrariamente a quanto spesso dichiarato da esponenti politici, il settore del gioco pubblico non presenta fenomeni di evasione, né il alcun modo può offrire il fianco a valutazione di carattere speculativo che tendono a creare solo confusione. Vi è di più che l’imposizione di provvedimenti restrittivi di natura legislativa attuati da Comuni e Regioni, in riferimento alle distanze delle sale gioco e dei luoghi sensibili, non sortisce alcun effetto terapeutico o dissuasivo ai fini di un più efficace contrasto alla diffusione del gioco patologico. Al contrario, il proibizionismo genera la diffusione del gioco illegale e dunque la impossibilità di esercitare un giusto controllo a tutela dei soggetti più deboli, come quello che stanno esercitando i casinò online AAMS sugli utenti registrati alle piattaforme regolamentate.

Secondo Sapar la considerazione andrebbe fatta sulla normativa generale auspicata dagli operatori del settore, per cui era stata presto trovata un’intesa nell'ormai lontana Conferenza Stato-Regioni del 2017. Il decreto attuativo, all'epoca atteso, è caduto come le tante promesse non mantenute.

L’Associazione ha infine confermato la propria disponibilità ad un confronto costruttivo, ponendo in essere tutte le azioni e le iniziative necessarie al fine di affrontare con serenità e con spirito di collaborazione le tematiche del settore.