Settore giochi chiamato a reinventarsi, occhio all'ascesa del mobile

lug 17

Samuele Fraternali, direttore dell’Osservatorio Gioco Online del Politecnico di Milano, ha parlato, e molto, del settore giochi, costretto a combattere con l’impatto del Decreto Dignità e degli aumenti fiscali, consigliando all'industria tutta di puntare verso nuove forme di intrattenimento.

Fraternali ne ha approfittato anche per tracciare un’ipotesi dei prossimi bilanci per il settore gioco: “Sono stati mesi caldi per il settore del gioco online italiano: dal decreto legge 'Dignità' della scorsa estate, all'incremento del regime fiscale previsto con la Finanziaria di fine anno, ai nuovi indirizzi politici intrapresi dall'attuale governo che ha dichiarato, tramite la voce del nuovo sottosegretario del ministero dell'Economia e delle finanze con delega ai giochi, Alessio Mattia Villarosa, di voler ridurre l’offerta di gioco legale e la sua propaganda. Complice un certo grado di incertezza sull'applicabilità del Decreto Dignità e le varie proroghe concesse, non si è però verificato un immediato contraccolpo al giro d’affari generato dal mercato legale italiano. Nel 2018 i volumi di gioco e la spesa dei consumatori sono infatti cresciuti rispetto al 2017.

Secondo Fraternali il futuro è difficile da decifrare, i tempi non sono ancora maturi ma sono tre i principali fattori che potrebbero condizionare tutto il mercato nei prossimi mesi: le elezioni europee, che potrebbero portare nuove idee al Governo, o anche la formulazione di una direttiva europea unica in materia di giochi, o l’attuazione dell’annoso e tanto atteso riordino del settore ma anche, continua Fraternali, “l’attuazione del bando di gara per l’assegnazione delle concessioni per il gioco a distanza tenutosi nel corso del 2018 e delle strategie degli operatori di gioco, soprattutto di quelli nuovi entranti nel mercato italiano; gli effetti attuativi del Decreto Dignità successivi alla delibera di aprile firmata dall'Agcom e contenente le linee guida per l’applicazione del testo normativo che hanno chiarito i confini e le modalità lecite di pubblicità e comunicazione”.

Proprio questo tema ha più volte suscitato il dibattito tra gli operatori che, stando a Fraternali, ha bisogno di un approfondimento: “Il criterio di fondo che ha caratterizzato la redazione delle linee guida di Agcom sul divieto di pubblicità imposto dal Dl Dignità per gli operatori di gioco d’azzardo autorizzati in Italia è stato l’incentivazione al gioco. Un’attività di marketing e comunicazione è stata pertanto valutata in funzione del fatto che fosse destinata a incentivare o meno al gioco i consumatori italiani, con l’obiettivo di limitare ulteriormente il gioco problematico. Le linee guida di Agcom hanno smorzato l’effetto del Decreto Dignità, limitandone l’applicabilità. Risultato indiretto, ma consapevole, di questo lavoro è direzionare l’operatore di gioco verso un marketing responsabile che abbia come obiettivo finale quello di promuovere un gioco sano e sostenibile. È proprio il tema sostenibilità del settore uno dei più caldi e dibattuti a livello internazionale. E l’attenzione al tema dei principali regolatori, nel mondo britannico in primis, è sempre più forte”.

Cosa cambierà, dunque?

“A mio avviso- dice Fraternali - gli operatori rivedranno le loro logiche di business passando dalla ricerca della massimizzazione nel breve del valore del giocatore alla massimizzazione della vita media del giocatore stesso” Il mercato, fino ad ora, era caratterizzato da elevati costi di acquisizione del giocatore, a cui corrispondevano bassi costi di transizione per il giocatore che, attratto da pubblicità e promozioni, spesso manteneva una sorta di infedeltà di fondo al brand. Le limitazioni alla pubblicità e alla comunicazione potrebbero dunque portare il mercato a nuove forme, tipiche dell’intrattenimento, per la soddisfazione dell’esperienza di gioco e della fedeltà del concessionario: “La strada per la sostenibilità dell’industria del gioco è questa” – sottolinea Fraternali.

Ed il mobile, invece?

Un fenomeno sempre più rilevante e pervasivo per la vita dei consumatori, essendo oggi come oggi lo smartphone il primo touchpoint nella relazione tra consumatore ed impresa e venendo praticamente ad impostarsi come il punto fisso di ogni processo d’acquisto. Una verità a livello mondiale ed ancor di più in Italia, dove smartphone e relativi device sono in numeri abbastanza elevati. Per Fraternali “il Mobile sta annullando quel gap tecnologico/digitale che gli italiani avevano storicamente acquisito con il computer”.

Stando alle stime di Comscore sono oltre 32 i milioni di italiani che mese per mese utilizzano smartphone e tablet per la connessione ad internet, rappresentando cioè l’82% della popolazione online. Una tendenza che va ad incidere sul gioco online dal momento che da questo si connette il 41% degli individui: si spendono, connettendosi al web da mobile, circa 60 ore al mese, ovverosia 2 ore di media al gioco, pari al 75% del tempo speso online. Un comportamento che si riflette proprio sul gioco online, dal momento che, secondo la Comscore, il consumatore accede a contenuti di intrattenimento principalmente da mobile, per il 45% dei casi, e nel restante 43% da device mobili e da desktop.