I 9 punti per il rilancio dell’economia italiana. Ma il gioco dov'è?

giu 18

Gli Stati Generali dell’Economia, promossi e sponsorizzati dal Premier Giuseppe Conte, avanzano. Con nove capitoli, per essere precisi, che accompagnano i progetti del Primo Ministro per la ripartenza dell’Italia. In questi piani potrebbe inserirsi, senza discriminazioni, anche il gioco pubblico, che attende da tempo ormai un riordino integrale e completo.

Punti importanti, definiti “cruciali” per il futuro dell’Italia: tra questi spiccano l’universo digitale, quello delle infrastrutture, della sostenibilità, della competitività, fino al sostengo alla filiera produttiva. E poi ricerca, inclusività, sburocratizzazione, semplificazione amministrativa e giustizia all'avanguardia.

Il “Progettiamo il rilancio” si apre all'insegna del futuro, laddove non ci sarà da ripristinare uno status quo ma “migliorare l’Italia” – ipse dixit. Protoprogetto, ancora in fase embrionale ed in divenire, in questi Stati Generali apertasi senza la presenza dell’opposizione e tra le richieste dell’UE, che ha richiesto riforme ambiziose poi promesse dal governo italiano.

In che modo? Con quelle che sono una serie di autentiche scommesse, tanto per il Nord quanto per il Sud, per una ripartenza post-Covid che sia rapida ed indolore. Ma cosa dicono i nove punti promossi dal Governo?

Il primo, più importante, riguarda l’ambizione di trasformare l’Italia in Paese digitale. Significa sponsorizzare fibra ottica e nuova tecnologia 5G, investimenti per la cybersecurity e per l’intelligenza artificiale e robotica, fino ai servizi in cloud. Ancora: aumento dei pagamenti digitali, internet ultraveloce in ogni zona del paese. Tutte innovazioni che avrebbero impatti anche sul bistrattato mondo del gioco, con una connessione che aprirebbe nuovi spiragli e fronti di sviluppo sia per gli sviluppatori di slot software, sia per i casinò online.

Si passa poi al secondo punto, quello delle infrastrutture efficienti e soprattutto sicure. Rete ferroviaria, sì, ma anche stradale, portuale, miglioramenti degli aeroporti e creazione di Smart Districts su tutto il territorio, con interconnessione tra i poli infrastrutturali già esistenti. Ciò si traduce nella riqualifica dell’impiantistica sportiva, in vista anche e soprattutto delle Olimpiadi Invernali del 2026. Anche qui c’entra il gioco: la connessione con il mercato riguarderebbe sia le scommesse sportive, sia lo sviluppo di sport ed altri segmenti emergenti come quello degli eSports, che potrebbero, da questo punto di vista, diventare protagonisti assoluti.

Terzo punto, il paese ha necessità di diventare più sostenibile: investimenti in energie rinnovabili e in green economy, con la creazione del marchio “Made Green in Italy”, le bonifiche e il risanamento ambientale. Il quarto punto, ancora più importante, quello di imprese e lavoro, il cui futuro passa dall'innovazione e dal potenziamento del piano “Transizione 4.0”. Significherebbe, praticamente, aumentare gli incentivi agli investimenti e via dicendo. Anche qui il gioco avrebbe il suo ruolo di primo piano, soprattutto nello sviluppo, già avviato da tempo da parte dell’industria, di nuove tecnologie e mezzi.

Un punto riguarda anche il sostegno alle transizioni occupazionali, con la riforma e semplificazione degli ammortizzatori sociali e la rimodulazione degli strumenti di sostengo. Ancora, in aggiunta salario minimo, lotta al lavoro nero, detassazione dei rinnovi contrattuali, maggior attenzione alla qualità del lavoro e incentivi allo smart working. Si segnala inoltre anche un “grande piano di salute e sicurezza sul lavoro”, con regole certe dopo aver appurato i rischi del Covid-19. Anche in questo discorso, il gioco, salvo discriminazioni, sarebbe una impresa come tante altre.

In una situazione diversa, il gioco sarebbe protagonista anche per il quinto punto: quello del sostegno alle filiere produttive. Qui si prevede lo sviluppo e il rafforzamento della già ricca offerta turistica, ma anche protezione e valorizzazione del patrimonio culturale, artistico e paesaggistico. Incentivi per settori produttivi, come quello del gioco pubblico, ancora escluso.

Il sesto punto riguarda la semplificazione della Pubblica Amministrazione, con il rafforzamento delle competenze organizzative del personale, nell'ottica del risultato. Maggior spazio all’universo digital, creazione di un portale unico dell’impresa, realizzazione di un polo strategico nazionale per le infrastrutture digitali, connessione con banda ultra-larga per p.a e concessionari di servizi pubblici, e questo avrebbe grandi impatti sul mondo del gioco, essendo in concessione dallo Stato. Misure che l’Italia aspetta da tempo.

Il settimo punto fa riferimento alla formazione e alla ricerca, con la promessa di innovare sistemi troppo vecchi e resi obsoleti dalla eccessiva burocratizzazione. L’ottavo punto, invece, promette un paese più equo ed inclusivo, dalla salute alle reti sanitarie ai servizi di prevenzione alla questione degli svantaggi e delle invalidità. Infine un ammodernamento dell’ordinamento giuridico, con una riforma di parte del Codice Civile che sblocchi parecchi nodi della giustizia italiano e semplifichi e velocizzi i rapporti tra lo Stato e le regioni-enti locali. Nel pacchetto giuridico, anche lotta all'evasione fiscale.

Punti importanti, sicuramente nobili, ambiziosi. E ugualmente fondamentali per concretizzare uno sviluppo che l’Italia aspetta da molto. Fatto sta che dalle parole occorrerà passare ai fatti, per risolvere criticità che ancora attanagliano il Paese. E ovviamente la sua economia, già gravemente “ferita” prima dello scoppio della pandemia.

Parte di questa economia, anche se spesso viene dimenticato, è anche il gioco d’azzardo. Vittima perenne di normative e restrizioni, degli illeciti e del crimine organizzato.

Da fenomeno a fenomeno sociale a potenziale rischio, un pericolo che lo Stato non può più correre. Quel che urge, come gridato da tutta la filiera negli ultimi anni, è un riordino integrale del comparto, che preveda l’addio ad ogni forma di discriminazione nei confronti di imprese e lavoratori. Il rilancio dell’economia italiana, annunciato e promesso, passa anche da qui. Da un obiettivo possibile e di facile realizzazione. Basta solo volerlo. Eccolo, il punto della questione.