Torino, Operazione Cristallo: sequestrate oltre mille slot, 3.000 schede manomesse. Multe fino a 20 milioni di euro

feb 17

Blitz della Guardia di Finanza di Torino: smantellata una rete di slot machine truccate, montate ad arte per frodare non solo lo Stato ma anche e soprattutto i giocatori.

Nell’operazione, ribattezzata “Cristallo” e coordinata con la Procura di Torino, sono state sequestrate oltre mille slot, individuate 3.000 schede manomesse, con annessa denuncia a centinaia di gestori. Le sanzioni, in questo caso, hanno raggiunto quota 20 milioni di euro. Il tutto proprio su un territorio regionale come quello piemontese, primo a munirsi di una severissima e restrittiva legge contro il gioco d’azzardo patologico, nell’ormai lontano 2016. A dimostrazione del fatto che magari sistemi come quello celebre del distanziometro non siano mezzi ausiliari abbastanza forti, come dimostrato dai numeri della stessa indagine di cui sopra. E non solo, perché in tutto il Piemonte, lo scorso anno, sono stati sequestrati circa 800 apparecchi illegali, il che certifica un aumento rispetto agli anni precedenti.

La “Cristallo” è partita anzitutto da una denuncia da parte di una multinazionale, la Cristaltec, specializzata in produzione di cabinets da gioco di altissima qualità. L’azienda infatti aveva riscontrato anomalie nel funzionamento di svariate schede prodotte e installate all’interno di slot machine.

Qui allora ha fatto il suo intervento l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, coadiuvata dal pool di ingegneri informatici messi a disposizione dal partner tecnologico dello stesso ente, la SOGEI, Società Generale d’Informatica. L’unione delle forze ha portato alla scoperta di una serie di manomissioni ai contatori fiscali delle schede di gioco, uno dei metodi cosiddetti classici per arginare il controllo.

Nella sola provincia di Torino, lo scotto è grandissimo: sono tre le aziende coinvolte, con annessa denuncia agli amministratori, accusati di frode informatica. Inutile dire che le indagini hanno rilevato un numero smisurato di giocatori truffati. Il danno, come sempre avviene in questi casi, è però doppio: l’alterazione del software della slot permetteva infatti ai proprietari di incassare percentuali altissime sul gioco, moltiplicando gli incassi senza dichiarare nulla: frodando, quindi, lo Stato e il Fisco, in barba al PREU e alla normativa vigente. Dall'altro lato proprio i giocatori che non solo investivano cifre dal proprio portafogli, ma che vedevano drasticamente calare le chance di vincere e di sbloccare i “jackpot”.

Gran merito allo smantellamento di quella che era una vera e propria truffa va alla Cristaltec, che è stata fondamentale nel coadiuvare l’operazione delle Fiamme Gialle, offrendo loro la necessaria ed indispensabile collaborazione. Il numero uno della società, Giovanni Agliata, ha però calmato gli animi, sottolineando come si tratti, nel caso dell’Operazione “Cristallo”, di un episodio grave seppur isolato: “Episodi limitati questi – ha detto – rispetto al numero di schede distribuite dal nostro gruppo”. Infatti i modelli di scheda interessati, originariamente, risultavano perfettamente conformi alle norme tecniche e legali previste. Un fatto, questo, che ha però scosso i vertici dell’azienda al punto tale che la stessa ha deciso di innalzare ulteriormente le già alte misure anti-effrazione e manomissione sulle nuove schede. Di modo da rendere impossibili e vane qualsiasi velleità di alterazione.

L’operazione avviata a Torino ha poi investito tutto il territorio nazionale, con verifica puntuale sulle schede prodotte dalla Cristaltec e, dopo i necessari controlli, da Torino è partita la comunicazione, con un piano d’azione, a 96 comandi delle Fiamme Gialle in tutta Italia, con le indicazioni necessarie sul come muoversi per una verifica attenta e puntuale.