L’Ufficio di Bilancio boccia i conti del Governo sul mercato dei Giochi. Le reazioni

feb 12

L’Ufficio di Bilancio del Senato ha bocciato i conti del Governo sul mercato dei Giochi esprimendo la sua presa di posizione nella Nota di Lettura in cui esamina le misure contenute nel decreto su quota 100 e reddito di cittadinanza.

"Da nessuna banca dati risulta che la tassa sulle vincite, per il 10eLotto, abbia prodotto nel 2018 un gettito di 350 milioni, quindi non c’è nessun riscontro alle stime sull'aumento dell’aliquota; inoltre questa misura potrebbe comportare una diminuzione di altre tasse che non viene considerata in alcun modo. Tutti questi elementi, opportunamente quantificati, consentivano di ridurre di circa la metà la stima di maggior gettito ipotizzata in partenza", si legge nella nota.

Non si è fatta attendere la reazione di EGLA, European Gambling Lawyers & Advisors, che attraverso il suo Managing Partners Giovanni Carboni, ha riferito come "la smentita sui conti del Governo sugli interventi sui giochi, rende l’idea di come lavora attualmente la politica" sottolineando come "tali mancanze possano portare ad un’ulteriore aumento della tassazione in altri giochi".

Carboni, auspicando che non si ricorra a nuovi interventi sui Giochi - considerate le ultime misure nei confronti del gioco in generale e dell'online - ha espresso il suo disappunto sulle scelte politiche adottate dall'esecutivo sottolineando come l’incremento della tassazione e le norme riguardanti l’advertising, stanno spingendo molti operatori a rinunciare all'ingresso in Italia.

"Questo è l’impatto principale di queste misure. Il settore va avanti, ha avuto negli ultimi tre anni un raddoppio del GGR che in parte è dovuto al contrasto al gioco illegale. Si tratta di una crescita importante di un settore sano e ben radicato nel mercato italiano", ha asserito.

Dobbiamo aspettare le linee guida su cui AGCOM ha un margine di manovra limitato, solo amministrativo, ma alcuni aspetti che possono dare esito diverso sono importanti. Sono convinto che il settore dell’online proseguirà con una crescita nel corso di quest’anno, a vantaggio degli operatori già radicati nel mercato. Chi, invece, vuole entrare in Italia deve far fronte a delle difficoltà che possono diventare enormi”.

E sulla reazione degli operatori dell’online al divieto di pubblicità, ha aggiunto: "la situazione tra fisico e online è decisamente diversa. L’online per larga parte è fatto di operatori internazionali, che operano su tutti i mercati. Hanno voglia di andare avanti e combattere la riduzione dei margini. Ma in tutta Europa, anche se per ragioni diverse, ci sono aspetti problematici. Le aziende internazionali quotate dell’online hanno avuto recentemente una riduzione importante del valore di capitalizzazione di borsa. In Svezia e UK è intervenuta un’attenzione maggiore per il responsible gambling con limitazioni che riguardano l’advertising ed interventi sanzionatori. In Svezia con l’introduzione della regolamentazione si è passati da un mercato totalmente libero ad un mercato con regole restrittive dal punto di vista della protezione del giocatore che hanno avuto un forte impatto sul settore. Non è quindi – ha concluso – una situazione solo italiana, anche se noi con la nostra fantasia riusciamo sempre ad esagerare".

Un’ulteriore reazione alla prese di posizione del Servizio di Bilancio, arriva da Stefano Sbordoni, legale esperto di gaming.

"Dovevamo aspettarcelo. Quando non si vuole ascoltare e analizzare gli effetti delle Manovre e dei provvedimenti che si realizzano per un determinato settore, succede questo. L’impressione è che il Governo non abbia mai lasciato il ruolo di opposizione. Nel fare opposizione, come sappiamo, conta più il messaggio della realtà dei fatti. Nel governare è necessario invece essere molto attenti e valutare bene i conti, che non siano sbagliati e che riportino gli effetti reali dei provvedimenti presi", ha chiosato l’avvocato.

Esprimendosi in termini di tassazione Sbordoni ha ribadito che aumentarla senza studiare i possibili effetti è inutile e dannoso. In particolare riferendosi all'aumento della tassazione per le slot, ha spiegato che "il problema della tassazione principalmente riflette il fatto che non si verifica l’effetto e le conseguenze delle decisioni prese. Quindi, aumentare la tassazione può avere senso solamente mantenendo la base in positivo, mentre in questo caso camminano parallelamente una compressione contro gli operatori del settore e un aumento della tassazione".