Il 22 maggio l'Assemblea Elettiva dovrà nominare il nuovo presidente della FIGC. Due sono i candidati: Giancarlo Abete e Giovanni Malagò. Entrambi hanno depositato in Federazione le loro candidature con tanto di programmi elettorali. Entrambi i programmi chiedono che una quota delle risorse generate dalle scommesse sportive torni al calcio. Questa proposta, già lanciata a suo tempo dal Ministro dello Sport Abodi, è da tempo materia di dibattito.

Il sistema calcio chiede nuove risorse dalle scommesse

Giancarlo Abete gode dell'appoggio della Lega Nazionale Dilettanti, mentre Giovanni Malagò è stato fortemente sponsorizzato dalla Lega Serie A. Nonostante le diverse anime delle due candidature, entrambi spingono per ottenere maggiori risorse per il calcio prendendole dal betting. Il discorso è semplice ed è stato già stato spiegato dal Ministro dello Sport, Andrea Abodi. Le società di calcio contribuiscono, attraverso le loro performance, a finanziare le casse dell'Erario attraverso il betting. Per questo motivo, in un sistema dove le risorse non sono mai abbastanza, viene chiesto una sorta di risarcimento dal Decreto Dignità che ha privato i club della possibilità di sponsorizzazioni delle case da gioco online.

Si tratta di un cambio di registro netto rispetto agli ultimi anni, in cui la questione è rimasta congelata e spinta solo dal Ministro dello Sport. Ora c'è convergenza nel sottolineare come il sistema calcio debba recuperare risorse dal comparto scommesse.

La proposta di Abete

Giancarlo Abete nel suo programma ha chiesto di riaprire il confronto sulle sponsorizzazioni da parte degli operatori di giochi e scommesse. Il candidato ha analizzato la situazione a partire dal Decreto Dignita del 2018 che ha privato il calcio italiano e le società di un’importante opportunità di sostegno economico

Il punto focale della sua idea non è, però, quello di mettere in discussione la norma relativa al divieto di pubblicità per le società di gioco e scommesse, ma di recuperare una quota delle entrate generate dalle scommesse sportive sul calcio che finirebbero nelle casse della FIGC. Abete mira a ottenere il 2% della raccolta derivante dalle scommesse calcistiche, in un mercato che oggi supera i 19 miliardi di euro. Questi soldi servirebbero a finanziare attività giudicate fondamentali per il settore come lo sviluppo di calcio giovanile e femminile, e il rafforzamento dell’intero movimento federale. La proposta nasce dalla necessità di reintrodurre strumenti di sostegno economico allo sport venuti meno alla fine del 2024.

La proposta di Malagò

Anche Giovanni Malagò ha affrontato la questione delle risorse derivanti dal betting. Quest'ultimo, nel suo programma, è stato inserito tra le grandi «risorse di sistema» del calcio italiano insieme ai diritti televisivi, alla lotta alla pirateria audiovisiva e alla fiscalità sportiva. Secondo l'ex Presidente del CONI il calcio genera valore per il sistema Paese e, quindi deve recuperare una quota più adeguata delle risorse che contribuisce a produrre come accade per le scommesse. Nel programma vengono citati i numeri record della raccolta sulle scommesse calcistiche: «Secondo il ReportCalcio, la raccolta delle scommesse sul calcio ha superato 16 miliardi di euro e il gettito erariale ha raggiunto livelli record. È legittimo aprire una riflessione sul recupero di una quota di risorse da destinare allo sviluppo del movimento».

Il duello riporta al centro del dibattito due temi tabù

Il betting è stato considerato per anni un argomento tabù. Ora, entrambi i candidati alla FIGC lo hanno posto al centro del dibattito, giudicando il settore indispensabile per la di sostenibilità economica del calcio italiano. Ciò ha finito per riportare al centro della discussione due argomenti che sembravano archiviati: la revisione del Decreto Dignità e la richiesta di un riconoscimento economico stabile a favore del calcio per il valore generato dal mercato delle scommesse sportive. La percezione verso il settore scommesse sta quindi cambiando. Sarà interessante capire la risposta del Governo a questo cambio di registro da parte del mondo del calcio.

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