Riordino azzardo: la priorità è non ghettizzare la filiera del gioco fisico

Ultimo Aggiornamento 7 dic 2023
Riordino azzardo: la priorità è non ghettizzare la filiera del gioco fisico

Recentemente si è svolta a Roma la tavola rotonda promossa dall’Osservatorio permanente su Giochi, Legalità e Patologie dell’Eurispes sul tema «Il riordino del gioco pubblico e il ruolo dell’offerta territoriale in Italia». Si è trattata di un'occasione per fare il punto sulla situazione relativa il settore dell'azzardo, soprattutto alla luce del paventato riordino da parte del Governo.

Le tematiche analizzate sono state diverse, ma una in particolare è emersa: la necessità di non abbandonare il gioco fisico a se stesso per concentrare gli sforzi istituzionali solo ed esclusivamente nel settore online.

Il gioco fisico necessita, infatti, di interventi urgenti che non possono più essere disattesi. Parliamo di una filiera che conta 48.950 esercizi generalisti, contro 4.550 punti vendita specializzati, e circa 35.000 esercizi che vendono prodotti di monopolio (tabaccherie). Le differenze normative tra i differenti esercizi è presto fatta: quelli specializzati, titolari di licenza di pubblica sicurezza, possono offrire sia gioco tramite apparecchi AWP, sia tramite le più evolute VLT, mentre quelli generalisti e quelli che offrono beni di monopolio, possono installare al proprio interno solo le AWP.

Si tratta di un settore che nel solo 2022 ha prodotto una raccolta complessiva di 62,9 miliardi di euro e una spesa di 16,4 miliardi. Nonostante questi valori non siano in linea con i dati pre-pandemia, mostrano comunque la buona salute di un comparto che negli ultimi tre anni ha dovuto fare i conti prima con le chiusure dovute al lockdown e poi con il boom del settore online che ha approfittato proprio di queste chiusure.

Non discriminare il gioco fisico

Nella tavola rotonda tenutasi a Roma si è sottolineato come il riordino, per poter essere efficace, deve anzitutto superare il modello federalista che ha visto dare sempre più potere alle regioni in materia di gioco d'azzardo, senza creare invece una regolamentazione univoca per tutti. Questo modello ha finito per alimentare il caos e la confusione anche tra gli stessi addetti ai lavori, finendo per danneggiare il settore.

In particolare sono stati contestati il cosiddetto «distanziometro» dai luoghi sensibili e la riduzione oraria, misure che hanno finito per forza di cose per favorire il comparto online, dove non esistono limiti di spazio e tempo e che finiscono per creare anche un paradosso (anche se si prevede a breve l'integrazione di limiti spazio-temporale e di deposito anche per i casinò online italiani). Si è sottolineato, infatti, che mentre i punti terrestri devono rispettare distanze minime da scuole, attività ricreative ecc, nulla vieta a chi è all'interno di questi punti di collegarsi in rete e giocare online. Per questo è stata posta l'attenzione sulla necessità di evitare la «marginalizzazione dell'offerta pubblica». Al contrario, se si vuole contrastare il gioco illegale, quello legale deve essere visto come un alleato delle istituzioni e non come un nemico. Indebolire il gioco legale non può che indebolire il presidio esercitato sul territorio dalla rete legale e controllata.

Necessita di un tavolo di discussione

Per quel che riguarda le problematiche legate al gioco, l'Eurispes ci ha tenuto a sottolineare che, pur comprendendo che in determinati casi sia necessario agire con delle restrizioni alla libertà di impresa, tali restrizioni devono essere sempre proporzionate, non discriminatorie e adeguate al perseguimento dello scopo per cui sono state introdotte.

Infatti, si sottolinea come per quel che riguarda il disturbo legato al gioco d'azzardo, la prima cosa di cui si deve essere consapevoli è che l’attuale offerta sociosanitaria è insufficiente per risolvere un problema tanto complesso. Per questo è necessario potenziarla e, al contempo, implementare le iniziative di prevenzione finalizzate alla sensibilizzazione dei rischi verso le nuove generazioni.

Altro punto giudicato rilevante è la necessità di valorizzare il ruolo degli esercenti che devono essere supportati da una adeguata e specialistica formazione continua, obbligatoria e certificata, in modo da potersi fare baluardo di fronte a queste patologie, riconoscendone i sintomi e frenando sul nascere le manifestazioni di gioco problematico.

In sostanza, ciò che si chiede, è un tavolo di discussione dove gli esercenti possano essere parte integrante di un processo di crescita del settore che porti l'intera filiera a mantenere le sue peculiarità che l'hanno resa un punto fermo dell'economia italiana.

Silvia Urso

Ruolo: Head of Content
Esperienza: 5+ anni
Specializzazione: Recensioni giochi, casinò e news

Gambling analyst con oltre 5 anni di esperienza nel settore del gioco legale italiano. Si occupa della coordinazione della redazione di Giochi di Slots, oltre a collaborare con numerosi quotidiani online.